Il Vademecum del garante: marketing sì, ma protetti!

Il Vademecum del garante: marketing sì, ma protetti!

Il 20 aprile 2015 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato sul proprio sito il Vademecum W I CONSIGLI M LO SPAM. Dal telefono al supermercato: il marketing a prova di privacy, al fine di proteggere i consumatori dal marketing selvaggio.
Quindi, tutte quelle pratiche aziendali volte ad acquisire nuovi clienti e a fidelizzare quelli già esistenti, senza rispettare la privacy, sono state messe sotto la lente d’ingrandimento dall’opuscolo che si compone di otto capitoli:

1) Privacy e marketing dell’impresa;
2) Libertà al consumatore: informativa e consenso;
3) Finalità e disponibilità: asso pigliatutto?;
4) Le differenze tra i personal shopper e i disturbatori;
5) La ricerca del cliente e lo scambio dei dati;
6) Le promozioni al telefono, Web e social network: liberi dallo spam;
7) Aiuto a chi mi rivolgo?;
8) Appendice.

Da questa analisi emerge la necessità di formare un consumatore consapevole e in grado di tutelare la propria privacy.
Ma come si acquista questa consapevolezza?
Innanzitutto, nel momento in cui una persona decida di fornire il proprio consenso al trattamento dei suoi dati personali, è necessario che la stessa sia informata dall’azienda se i suoi dati saranno utilizzati per fini commerciali. Nello specifico, dovrà ricevere un’informativa, contenente i dettagli su chi e come userà i suoi dati, inoltre dovrà essere consapevole di come ottenerne la cancellazione, così come previsto dal Codice della Privacy.

Infatti, l’interessato ha sempre la possibilità di cambiare idea: scaricando gli appositi moduli disponibili sul sito www.garanteprivacy.it, potrà richiedere che i propri dati non siano più usati per una o più finalità e richiedere anche la sospensione dell’invio di materiale pubblicitario cartaceo o a mezzo posta elettronica.

Per navigare in serenità, occorre sapere che i siti che utilizzano cookie di profilazione sono obbligati a comunicare al consumatore tramite banner questa pratica, dandogli quindi la possibilità di negare il proprio consenso.
Sui social network, in particolare, l’utilizzatore può ricevere pubblicità sulla propria bacheca virtuale solo dopo precedente consenso; lo stesso discorso vale per servizi come Skype, Whatsapp, Viber e Messenger.
Per quanto riguarda la posta elettronica, le nostre caselle sono, almeno in parte, già protette dai provider che attraverso i sistemi antispam impediscono la ricezione di messaggi indesiderati.
Tuttavia, dobbiamo comunque prestare il consenso per ricevere offerte a mezzo mail, sms, ecc… per cui senza consenso niente pubblicità.

Noi di Sharemag siamo convinti dell’utilità del buon marketing: trasparente, realizzato nel rispetto delle regole sul trattamento dei dati personali, nonché incentrato sulla qualità dei prodotti e dei servizi offerti e sull’instaurazione di un rapporto di fiducia con il cliente, perciò vi invitiamo sin d’ora a leggere il seguito sul marketing in ambito telefonia e su cosa fare in caso di violazione delle norme e dei principi sulla privacy.

Luciana Spina

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