A Torino, al Salone Internazionale del Libro: tra analogico e digitale

A Torino, al Salone Internazionale del Libro: tra analogico e digitale

E’ la Germania, l’ospite del Salone Internazionale del Libro 2015, che come ogni anno a Torino porta alla ribalta gli editori e i libri, in un luogo dove cultura e tradizione si collocano e si commistionano in un tutt’uno.
Quest’anno in particolare si può individuare all’interno del Salone anche l’instaurarsi di un nuovo e fecondo rapporto tra analogico, quindi tra i libri di carta che rimangono posizionati sugli scaffali degli stands e consultabili da tutti i visitatori, e digitale, quindi le nuove tecnologie.

Nello specifico, se ci inoltriamo tra i padiglioni del Salone Internazionale del Libro, in ottica perlustrativa, potremo capitare nel Padiglione 2 del Salone, presso lo stand Book to the Future.
A Book to the Future, in questi giorni, si svolgono quotidianamente conferenze, accessibili a tutti, che richiamano proprio il rapporto che si sta instaurando tra le vecchie e le nuove tecnologie, nell’ottica di definire anche il ruolo che svolge la Rete Internet nella trasmissione di informazioni, conoscenza e nel dar vita allo storytelling cittadino.

In questa sezione ritorna anche l’area start-up: uno spazio, realizzato in collaborazione con il Digital Festival, interamente dedicato a 10 start up internazionali che offrono servizi innovativi per la fruizione dei contenuti editoriali. Giovani imprese che contribuiscono a trasformare e a sviluppare il prodotto editoriale in formato digitale, al di là dell’ormai «tradizionale» eBook.

Le start-up partecipanti alla fiera sono state tutte prescelte tramite il concorso International Call:
Participating to the Call is free of charge. The call is open to worldwide companies.

La nostra redazione ne ha intervistate alcune per raccontarvi il lato hi-tech del Salone Internazionale del Libro.
In questa edizione abbiamo individuato a fianco della tradizione, una forte attenzione verso i bambini, un nuovo approccio digitale al libro e un’attenzione verso il web inteso come motore di conoscenza e anche di promozione di contenuti editoriali.

Livia Ranieri

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