The Witcher 3: Wild Hunt, caccia alle streghe

The Witcher 3: Wild Hunt, caccia alle streghe

Una saga di libri fantasy può avere fortuna nel mondo dei videogiochi?
Sì, ed è proprio quello che è accaduto ai racconti dello scrittore polacco Sapowski, ai quali si ispira The Witcher 3, terzo capitolo di una serie di videogame prodotti dalla software house polacca CD Project Red.

Nell’action role play game, The Witcher 3: Wild Hunt, il giocatore veste i panni di Geralt di Rivia, un witcher, ossia un essere umano dotato di poteri sovrannaturali che, dopo anni di faticoso addestramento, viene ingaggiato per dare la caccia ai mostri che infestano il mondo.
L’ambientazione è di tipo fantasy medioevale: i creatori hanno ricreato con particolare attenzione anche i dettagli più insignificanti e lo si nota sia nella cura dell’aspetto grafico, sia nel numero di personaggi non giocanti che si incontrano all’interno del gioco, ognuno con una propria personalità e storia.
Il mondo di The Witcher 3 è così vasto da rimanerne impressionati, si può esplorare il territorio come pochi videogiochi permettono di fare.

In terre selvagge e pericolose, il giocatore affronta da solo missioni affidate per affinare le speciali abilità fisiche del personaggio.
La trama risulta fluida: non presenta buchi o incongruenze, essa si articola in un filone principale con uno sviluppo ben definito, mentre l’assegnazione di avventure “secondarie” non sempre direttamente collegate alla trama principale, porta ad una media di 80 ore di gioco fino alla sua conclusione. Questo particolare è sicuramente da apprezzare data la breve durata dei giochi degli ultimi anni.
Il livello di difficoltà può essere scelto all’inizio della nostra avventura ed è strutturato in maniera tale da garantire un buon divertimento per tutti.

The Witcher 3: Wild Hunt potrebbe piacere a chi è appassionato di fantasy, perché si rifà sia alle vecchie credenze popolari, sia a temi – ormai fin troppo sfruttati – come quello di vampiri e lupi mannari.
L’aver giocato ai precedenti capitoli aiuta, ma non è indispensabile, si perde solamente una parte di “storia dei personaggi” che incontriamo nel gioco ed erano già presenti nei vecchi capitoli.

Il sistema di dialoghi possiede una certa flessibilità e permette al giocatore di interagire nella maniera a lui più congeniale, potendo scegliere come comportarsi con tutti i personaggi.
La libertà di scelta offre varianti che vanno dal più diplomatico e benevolo al più indisponente e crudele, ovviamente ogni azione andrà a influenzare lo svolgimento della trama.
In alcuni momenti il fotorealismo è davvero impressionante ed è difficile non rimanere incantati dalla bellezza del paesaggio dal quale si è circondati.

Da menzionare anche la colonna sonora, suggestiva e adeguata.

Sicuramente The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco in grado di appassionare attraverso una trama ben congeniata e una buona giocabilità.
Assieme a Grand Theft Auto 5, è stato uno dei videogiochi più attesi del 2015 come dimostrato dai dati di vendita che riportano l’incredibile cifra di 6 milioni di copie in tutto il mondo in sole 6 settimane dall’uscita che permetterà ai polacchi di ripagarsi l’investimento iniziale di più di 75 milioni di euro.
E voi cosa ne pensate?

Ivan Pignatelli

Redazione

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