Anche gli small data hanno un valore al WWW 2015

Anche gli small data hanno un valore al WWW 2015

Spesso si sente parlare di BIG DATA, ossia di quella mole immensa di dati che vengono prodotti in modo esponenziale ed ogni giorno sulla Rete e nel cloud, grazie a sensori, sistemi di condivisione di informazioni, piattaforme online, libri digitali, slide, tutorial e così via.
Ma esistono dei dati che hanno lo stesso valore e devono essere presi in considerazione da chi lavora online.
Stiamo parlando degli Small Data.

Deborah Estrin, Professoressa di computer sciences alla Cornell Tech di New York, durante il suo speech al WWW 2015 di Firenze, definisce come Small Data quella scia di briciole digitali, prodotte dai servizi che usiamo e che ognuno di noi lascia dietro di sé, e presenta il valore effettivo che questi dati digitali hanno per tutti noi.

Ma che valore hanno gli Small Data?
Lo Small Data Lab della Professoressa Deborah Estrin nasce con l’obiettivo di analizzare gli Small Data e gli esiti sono notevoli.
Pushcart è un esempio importante. Grazie a questa app si possono effettuare raccomandazioni sull’apporto nutritivo dei futuri acquisti, basandosi sull’analisi degli scontrini.
Quindi, il valore degli Small Data è quello di permetterci di modificare i nostri comportamenti, per ottenere dei vantaggi in termini qualitativi nella nostra vita.

In questo scenario si colloca anche l’app Memio, vincitrice del primo premio InnovActionLab 2015, perché tramite il suo portapillole intelligente permette di raccogliere microinformazioni che si rivelano molto importanti, per il benessere personale.

Per la privacy?
La Professoressa ribadisce i rischi (perdita di controllo dei dati sensibili), ma afferma anche che tutto è meno spaventoso se l’utente, invece di dare semplicemente il consenso, è consapevole dei rischi e dei vantaggi. Se gli Small Data che produciamo vengono riusati da noi stessi, è tutto più ragionevole: del resto, l’utilità di aggregare le tracce digitali che noi stessi produciamo è innegabile.

Inoltre, non appena sarà possibile sfruttare un’adeguata architettura tecnologica, ma anche sociale, per l’analisi dei piccoli dati, si potranno creare anche applicazioni che andranno oltre la cura della salute.
Vedremo dove la tecnologia ci porterà.

Dopo l’evento di Firenze, il WWW 2015, che ha visto la presenza-record di 2.130 persone, provenienti da 77 Paesi del mondo, arriverà in Canada, a Montreal. Chissà cosa gli Small Data ci riveleranno nella prossima edizione, visto che la tecnologia fa passi da gigante.

Livia Ranieri

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