Rimozione dei contenuti su Facebook

Rimozione dei contenuti su Facebook

Qualche giorno fa Facebook ha pubblicato l’ultimo transparency report che evidenzia le richieste che i governi fanno al social network di Mark Zuckerberg.

Questo documento, che viene aggiornato ogni sei mesi, mostra il numero di richieste di rimozione dei contenuti avanzate dai governi di tutto il mondo per violazione di leggi locali.

Leggendo il rapporto relativo al primo semestre 2014 e comparandolo con il secondo semestre dello stesso anno, risulta palese che l’Italia è ancora indietro nella lotta alla discriminazione: tra gennaio e giugno sono stati limitati l’accesso a tre contenuti per discorsi discriminatori (la segnalazione è stata avanzata dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali), mentre tra luglio e dicembre la limitazione ha riguardato un contenuto perché, trattandosi di incitamento all’odio, violava un ordine di un tribunale.
Non dovrebbe esserci bisogno di queste segnalazioni!

Al di là dei numeri, secondo i quali la percentuale di richieste per cui sono stati rilasciati dei dati negli ultimi sei mesi è pari a 46,45% contro il 49,28% del primo semestre 2014, si può affermare che il livello di guardia è piuttosto alto, ma il social risponde alle suddette richieste solo dopo averle attentamente visionate. Facebook, difatti, fornisce informazioni se le richieste sono relative a procedimenti penali, mentre respinge quelle troppo vaghe o chiede delle specifiche dinanzi a quelle troppo di ampia portata.

Inoltre il social ha modificato le sue linee guida allo scopo di ribadire, visto che purtroppo ce n’è ancora bisogno, ciò che è tollerato e ciò che non lo è.
State quindi attenti a contenuti di nudo, di incitamento all’odio, nonché a contenuti violenti perché Facebook scrive nero su bianco: “Facebook è da molto tempo uno spazio dove le persone condividono le loro esperienze e sensibilizzano gli altri su problemi importanti. A volte queste esperienze e questi problemi implicano la condivisione di contenuti violenti e immagini forti di pubblico interesse, come violazioni dei diritti umani e atti di terrorismo. In molti casi, le persone condividono questo tipo di contenuti per condannarli o sensibilizzare gli altri su tali questioni. Rimuoviamo le immagini forti quando vengono condivise per ragioni sadiche o per celebrare la violenza. Quando le persone condividono qualcosa su Facebook, ci aspettiamo che lo facciano in modo responsabile, scegliendo con attenzione il pubblico che vedrà il contenuto. Chiediamo inoltre alle persone di avvisare il loro pubblico riguardo a quanto stanno per vedere qualora ci fossero immagini di violenza esplicita.”

Chissà se tutto questo basterà…

Luciana Spina

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