Il primo arto protesico che si aggancia ai Lego

Il primo arto protesico che si aggancia ai Lego

In un’università svedese è stato progettato il primo arto protesico compatibile con i Lego.

Sì, avete letto bene!

La scienza biomeccanica ha sposato la scienza ludica per creare una protesi, dalle funzioni molto simili a quelle tradizionali e dal design modulare dotato di un aggancio facile da montare.
Inoltre, grazie ad un adattatore motorizzato speciale, la sua pinza standard a quattro dita può essere sostituita con qualunque cosa fatta interamente di Lego.

Questo innovativo progetto si deve a Carlos Arturo Torres Tovar che, con l’intento di rinsaldare la fiducia e l’autostima di tutti i bambini che convivono con un arto mancante, ha realizzato IKO, il braccio protesico con le caratteristiche sopra descritte.

Tutti, davvero tutti i bambini del mondo hanno giocato e giocano con i celebri mattoncini, quindi non esiste una sola valida ragione per la quale i Lego non debbano essere combinati tra loro anche dai piccoli disabili.
In questo caso, però, il concetto di disabilità lascia il posto all’integrazione nel senso più ampio del termine. Al bambino è dato il potere e il controllo della sua menomazione in quanto gioca con la protesi, estendendo quest’ultima ogni giorno in modo diverso (ieri una scavatrice, oggi un’astronave, domani chissà), e la gioia di vivere con i propri pari che, catturati dai lego, dimenticano la diversità.

Luciana Spina

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