L’Italia afferma i diritti dell’utente digitale: la Dichiarazione dei Diritti Internet

L’Italia afferma i diritti dell’utente digitale: la Dichiarazione dei Diritti Internet

Oggi 28 luglio 2015 presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e il Professor Stefano Rodotà, hanno presentato la “Dichiarazione dei diritti in Internet”.

La Carta dei principi, che dovranno trovare applicazione in Rete, è il frutto del lavoro realizzato dalla Commissione di studio per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi ad internet e iniziato esattamente un anno fa (28 luglio 2014) quando il Presidente Boldrini ha fortemente voluto l’istituzione di una commissione in sede parlamentare sull’innovazione tecnologica e i diritti fondamentali.

La Commissione, costituita da deputati appartenenti a tutti i gruppi parlamentari, studiosi, esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni, ha elaborato, in meno di tre mesi, una prima bozza di dichiarazione dei diritti in Internet che, dal 27 ottobre al 31 marzo 2015, è stata poi sottoposta a consultazione pubblica. Al termine della consultazione pubblica e dopo aver concluso un ciclo di audizioni di associazioni, esperti e soggetti istituzionali, la Commissione ha ripreso i lavori giungendo al testo definitivo composto da 14 articoli di sintesi avanzata tra le diverse posizioni e sensibilità emerse.

La Dichiarazione dei diritti in Internet riconosce i diritti fondamentali dell’individuo (dignità, libertà, uguaglianza, e così via) nella rete e ne garantisce il rispetto operando, tra l’altro, il bilanciamento con altri diritti. La Carta spazia dal diritto d’accesso al diritto all’oblio passando attraverso la tutela dei dati personali, il diritto all’identità e la protezione dell’anonimato per approdare alla sicurezza e al governo della rete.

Accedere a Internet è un diritto fondamentale dell’individuo e una condizione per consentirne il pieno sviluppo individuale e sociale, ma in questo caso l’accesso non è la mera possibilità di collegamento per questo motivo le istituzioni devono intervenire al fine di rimuovere tutti gli ostacoli dettati dalle condizioni economiche e da situazioni di vulnerabilità personale e di disabilità.

È nero su bianco l’inviolabilità dei sistemi e dispositivi informatici di ciascuno, nonché la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche, derogabile solo sulla base di autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria.

Possiamo, finalmente dare un significato all’identità digitale, da intendersi come libera costruzione della personalità che non può sottratta all’intervento e alla conoscenza dell’interessato. Inoltre, per la prima volta dopo gli interventi giurisprudenziali si fornisce una vera e propria definizione di diritto all’oblio e si dettano i limiti del suo esercizio.

Da ultimo, se da un lato non si limita la libertà di manifestare il proprio pensiero, dall’altro si garantisce la tutela della persona da abusi connessi con l’incitamento all’odio, la discriminazione e la violenza e si stabilisce il diritto di vedere riconosciuti i propri diritti in Rete sia a livello nazionale che internazionale.

L’Italia è stato il primo paese ad elaborare una carta di portata internazionale e di spirito costituzionale, parola di Laura Boldrini!

Ora l’obiettivo è promuovere la Dichiarazione dei diritti in Internet in sede extranazionale affinchè si consegua conformità nella tutela.

Luciana Spina

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