Google Glass in medicina, il cardiochirurgo Prof. Rinaldi ci spiega com’è possibile

Google Glass in medicina, il cardiochirurgo Prof. Rinaldi ci spiega com’è possibile

Tra le nuove tecnologie si annoverano anche i celebri Google Glass, gli occhiali intelligenti inventati dal laboratorio X di Google Inc.. Se n’è parlato per mesi, passando dall’invenzione eccezionale al flop con molta rapidità, di fatto, però essi sono stati impiegati in molti ospedali per interventi di chirurgia. Naturalmente l’impiego non ha riguardato la tecnica operatoria, ma piuttosto l’integrazione con gli esami precedentemente eseguiti sul paziente e con altre informazioni utili contenute nella cartella clinica, e la possibilità di mostrare a tutti i membri dell’equipe i vari passaggi e i momenti operatori consentendo, un migliore efficientismo nell’avvicendarsi dei vari operatori e delle diverse fasi.

Probabilmente nel tempo, Google deve aver preso in seria considerazione le opinioni espresse dai chirurghi che li hanno provati in sala operatoria, come il Professore Mauro Rinaldi, Primario di Cardiochirurgia presso la Città della Salute di Torino, al quale abbiamo chiesto come ha utilizzato i Google Glass nella pratica e come potevano essere migliorati.

Il Prof. Rinaldi, che lo scorso 6 marzo 2015 è stato il primo cardiochirurgo in Italia ad utilizzare i Google Glass nell’intervento di sostituzione della valvola aortica, ha mostrato a tutta l’equipe di cardiochirurgia come si rimuove una stenosi valvolare con degenerazione calcifica ed ha ammesso che sono un meraviglioso strumento di didattica.

Gli occhiali a realtà aumentata sono stati rinnovati: oggi possono vedere anche dietro, grazie ad una fotocamera posteriore e al comando vocale “OK VETRO VEDERE DIETRO” è possibile prendere visione di ciò che si ha davanti e di ciò che si ha dietro contemporaneamente. Sono stati dotati di una batteria più potente, che dovrebbe durare fino a dieci giorni dal momento che sfrutta la tecnologia studiata da Tesla per le batterie agli ioni di litio. Consentono, inoltre, di avere sempre le mani libere perché con il sistema vivavoce del telefono Nexus o Android integrato con i Glass è possibile telefonare liberamente.

In ogni caso la grossa novità è l’attenzione al mondo del lavoro, che sperimentando i Google Glass ha fatto sì che l’azienda interrompesse la commercializzazione su larga scala e puntasse all’industria, soprattutto quella medica  e quella aeronautica.

I Google Glass saranno sempre più compatibili con i sistemi di gestione delle cartelle cliniche, dei referti e delle fonti consultabili in medicina, oltre ad essere impiegati in un programma sperimentale per l’assemblaggio degli aerei.

Di seguito un estratto dell’intervista, nella quale il Prof. Rinaldi ci evidenzia i vantaggi dei Glass, ma anche le migliorie che possono essere introdotte su questa tecnologia.

L’utilizzo dei Google Glass non ha modificato la mia tecnica. Al paziente l’ho detto ovviamente subito prima dell’intervento […]. I Google Glass mi sono serviti per comunicare in maniera migliore quello che stavo facendo ai miei aiuti – ho operato con altri due chirurghi – che potevano seguire su monitor, in presa diretta, quello che io facevo tramite questa microtelecamera che rimbalzava direttamente l’immagine sul monitor.
Quindi, a me serviva come metodo di comunicazione e didattico. A loro serviva perché potevano avere una visione completa dell’intervento.
Utilizzare delle videotelecamere è oramai la routine, ma questo già oramai da più di 10 anni: noi utilizziamo dei toracoscopi (telecamere bidimensionali) che anche in questo caso erano presenti ad integrazione delle immagini del Google Glass. Il torascopio è stato introdotto dal giugolo e dava una visione completa della valvola aortica.

Penso che la tecnologia dei Google Glass possa e debba essere migliorata. In questo stadio qui ancora questi occhiali servono come ottimi strumenti di didattica e di interazione fra i vari membri dell’equipe. Ma se vogliamo renderli davvero uno strumento potente e decisivo […] devono essere integrati all’interno di una loop chirurgica.
Per fare un intervento usualmente utilizzo occhialini con magnificatore; questi Google Glass devono funzionare un po’ allo stesso modo […]. Altra cosa importante, dovrebbero essere integrati con molte apparecchiature della sala operatoria. La vera ricchezza è che tu puoi registrare immagini e filmati e riproiettarli sul monitor davanti a te, mentre fai l’intervento. Questa sì che è una cosa notevole […].
Con comando vocale, fai partire la registrazione, che vedi davanti addirittura sovrapposta alla tua immagine di campo […]Ha delle potenzialità incredibili. Tenete conto che le sale operatorie sono ancora – dal punto di vista dell’imaging, dell’informatizzazione e dell’integrazione con l’immagine – assolutamente primitive. Il futuro sono sale ibride dove si possa fare un intervento in un ambiente perfettamente sterile, ma dove ci sia tutto l’imaging necessario […] si possano fare registrazioni in tempo reale. […]

L’intervento chirurgico diventa di fatto un atto pubblico. Una cosa molto democratica: tutti lo possono guardare e anche criticare, quando è il caso.
Questo è uno strumento di didattica incredibile. Io ricordo quando andai a imparare le tecniche di riparazione valvolare e non si vedeva niente. […]
Così c’è una gigantesca valvola sui cui andare a sistemare i punti e spostare le corde. E’ molto più facile da insegnare la chirurgia così.

Luciana Spina

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