Le foto pubblicate su Facebook sono coperte da Diritto d’autore

Le foto pubblicate su Facebook sono coperte da Diritto d’autore

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 12076 dell’1 giugno 2015, ha condannato una testata giornalistica al risarcimento dei danni per la pubblicazione non autorizzata di fotografie scattate e pubblicate da un fotografo in erba sul proprio profilo Facebook.

IL FATTO

Un giovane fotografo, ancora minorenne, realizza una serie di scatti fotografici che ritraggono delle altrettanto giovanissime ballerine in una discoteca romana.

Una volta tornato a casa opta per la pubblicazione delle proprie foto sul proprio profilo Facebook.
Nei giorni successivi scopre che alcune delle proprie fotografie sono state pubblicate, senza preventiva autorizzazione, sulle edizioni del 17, 18 e 23 febbraio 2010 di un quotidiano nazionale, a corredo di una serie di articoli sulle baby-cubiste.
Il giornalista non riporta in nessuno dei pezzi scritti la fonte dalla quale erano state reperite le fotografie, non attribuisce la paternità delle stesse al ragazzo (non nuovo a postare i suoi scatti sul social), al quale non è stato riconosciuto alcun compenso per lo sfruttamento economico delle foto successivamente diffuse anche da alcuni programmi televisivi.

I genitori del ragazzo si costituiscono in giudizio chiedendo il riconoscimento delle opere fotografiche del figlio e delle responsabilità del giornalista e del quotidiano per aver violato il diritto d’autore, nonché il risarcimento del danno.

LE TESI

Il diritto d’autore (spetta all’autore dell’opera per effetto della creazione della stessa), sostenuto da parte attrice, ossia dai genitori, si scontra con la cessione dei diritti fotografici al social network, sostenuta invece dai convenuti in giudizio.

LA SENTENZA

La Sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Roma, chiamata a pronunciarsi sull’accertamento della violazione del diritto d’autore, ritiene provato che il ragazzo sia l’autore delle fotografie per cui è causa e che, pertanto, sia l’unico titolare dei diritti fotografici.

La Corte effettua un ragionamento articolato che mette in relazione le norme del diritto d’autore con le evoluzioni tipiche della rete e dei social, senza tralasciare le condizioni di utilizzo dettate dalla società proprietaria Facebook e sottoposte agli iscritti che sono, sicuramente, i primi chiamati ad esercitare la tutela dei propri diritti attraverso una scelta oculata delle impostazioni di privacy e pubblicazione.

Essa afferma che non è vero che con l’iscrizione al network coinvolto si cedono i diritti fotografici delle foto e dei video pubblicati per il solo fatto che si effettui la pubblicazione; ciò significa che non si possono prelevare e usare le foto senza il preventivo assenso e senza corrispondere alcun compenso al fotografo.

La pubblicazione di una foto sul profilo personale non costituisce di per sé prova della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale di quel contenuto, ma in mancanza di prove di segno contrario essa costituisce una presunzione grave, precisa e concordante della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare della pagina. Infine precisa che la funzione Pubblica si riferisce esclusivamente alle informazioni pubblicate e non anche ai contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale.

L’EPILOGO

Il ragazzo, grazie ai suoi genitori, ha visto riconosciuti i suoi diritti e conseguito il risarcimento del danno patrimoniale e morale.

Luciana Spina

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