Erede digitale: chi è?

Erede digitale: chi è?

Quando si parla di “eredità” il pensiero corre a ciò che il nostro caro ci ha lasciato tra alloggi, piccoli e grandi oggetti, denaro contante.
Si tratta di beni concreti e tangibili, per cui si ricorre all’applicazione di precise norme codicistiche in materia successoria, ma cosa si può fare con il conto corrente bancario aperto e gestito esclusivamente online o con le caselle di posta elettronica e ancora cosa ne sarà dei profili Facebook, Twitter e Linkedin creati dal parente deceduto?

Senza le credenziali d’accesso gli eredi non possono intervenire per gestire gli account e/o per ottenere la chiusura e la cancellazione dei dati digitali ad essi associati.
La cosiddetta “eredità digitale” non è, dunque disciplinata in Italia e al momento non esistono progetti di legge a riguardo.

Il Consiglio Nazionale del Notariato si occupa di questa problematica sin dal 2007 cercando di sensibilizzare i consumatori sulle criticità dei social network e più in generale dei servizi online.
Nell’attuale quadro giuridico l’unica strada che appare percorribile è il mandato post mortem.

Il mandato, disciplinato dall’art. 1703 c.c., è il contratto con cui una parte (mandatario) si obbliga a compiere per conto dell’altra (mandante) uno o più atti giuridici; in particolare il mandato da eseguirsi dopo la morte del mandante è valido se ha ad oggetto atti a contenuto non economico o relativi a beni già usciti dal patrimonio. In ambito digitale il mandato riguarderebbe un atto non economico: l’indicazione di una persona alla quale consegnare password e istruzioni su cosa fare del proprio account successivamente alla propria morte; la persona così designata – l’erede digitale – può essere chiunque purché di propria fiducia e avrà l’onere di seguire scrupolosamente le istruzioni impartite in merito alla distruzione o alla consegna dei dati ai soggetti prescritti. In tal caso occorre però, ricordare di dare indicazioni sempre aggiornate vista la corretta e frequente abitudine a sostituire le password.

Il notariato è anche il promotore di un’iniziativa che prevede lo sviluppo di un protocollo che agevoli gli eredi di un utente scomparso nei rapporti con l’operatore al fine di recuperarne i dati. Detta proposta, presentata lo scorso 4 dicembre all’Università Bocconi di Milano alla presenza, tra gli altri, di Google e Microsoft, si prefigge l’obiettivo di elaborare una procedura telematica condivisa che consenta ai congiunti di conseguire in tempi rapidi e a costi contenuti le informazioni necessarie per gestire profili e account vari.

Si sta elaborando un testamento digitale? Forse.

Intanto Facebook, il social network più popolare al mondo, ha elaborato, attualmente solo per gli iscritti americani, il Legacy Contact. Si tratta di un nuovo servizio che permette ai suoi iscritti di indicare un gestore per il sito per il tempo in cui si sarà deceduti. L’erede digitale, della famiglia o meno, potrà seguire le indicazioni date dal defunto oppure accedere al profilo e modificarlo o trasformarlo. Sono fatte salve le conversazioni e i messaggi privati inviati ai contatti mentre era in vita. Il legacy contact prevede inoltre che lo stesso utente possa disporre la cancellazione del profilo in caso di morte avendone debita comunicazione.

In tutto questo articolato quadro cari eredi digitali non fatevi illusioni: essere gli esecutori di prescrizioni relative a rapporti virtuali e a conti correnti telematici non vi renderà proprietari di case e non vi farà incassare denaro sonante.

Luciana Spina

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