Chi decide sul Diritto all’Oblio?

Chi decide sul Diritto all’Oblio?

Dopo aver parlato di cosa rappresenta il Diritto all’Oblio, di come esercitarlo ed a quali Autorità rivolgersi, oggi desidero soffermarmi sul tema della giurisdizione, della competenza e sull’efficacia del provvedimento emesso dall’Autorità alla quale ci siamo rivolti per esercitare il Diritto all’Oblio.

Al popolo della Rete questi aspetti possono apparire secondari, ma la realtà è ben diversa in quanto le problematiche hanno risvolti determinanti in merito all’efficacia della tutela che noi chiediamo.

Inizialmente, per determinare quale Tribunale di quale paese potesse decidere sulla richiesta di tutela, si è utilizzato il criterio del luogo in cui era collocato il pc dal quale l’utente accedeva alla Rete. Tuttavia, il predetto criterio, lasciava troppa discrezionalità al criminale e/o danneggiante che, di volta in volta, poteva determinare il Giudice competente.

Una soluzione più efficace è stata individuata in quella che indica come competente il Tribunale in cui la vittima e/o il danneggiato ha la propria sede, la propria residenza o il proprio domicilio. In tal modo la causa si instaura dove si avverte concretamente il danno, evitando aggravi di spese per la parte offesa (come ad esempio spese di trasferimento).

Il Diritto all’Oblio ha rilevato la questione della territorialità della rete.  Da una parte, la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto e ritiene che i dati debbano essere de-indicizzati a livello globale, dall’altra Google applica invece la tesi per cui tale diritto debba essere riconosciuto solo sui risultati di ricerche europee.
Secondo la posizione di Google, i link rimarranno accessibili sulle estensioni .com o su quelle inerenti paesi non europei.

Ciò dipende dalla diversità delle leggi applicabili in Europa dove il Diritto all’Oblio è più stringente – quantomeno ora più che in passato – rispetto a quelle adottate nei paesi extra-europei, in cui ha un peso inferiore.
Sul punto si apre un’ulteriore criticità rappresentata dall’esecuzione delle sentenze dei giudici nei paesi Extra-Ue ove i principi stabiliti in Europa sono inapplicabili.

In tal senso, la rete appare una giungla in cui vi è contrapposizione tra la legge del paese di chi gestisce o custodisce i dati e la legge dello Stato dove il cittadino vive.

Nei Paesi UE, Google ha l’obbligo di rispettare il Diritto all’Oblio secondo questo principio.
Nei Paesi Extra UE e negli USA in cui non esiste un applicazione così rigorosa del Diritto all’Oblio, Google si ritiene svincolata dal dovere inflitto dalla Data Protection UE.

Da segnalare una sentenza della Corte di Giustizia – la cosiddetta sentenza “Costeja” – secondo cui Google debba sottostare alla disciplina e al Giudice del Paese, cui appartiene la vittima/danneggiato nel momento. Tale obbligo sussisterebbe in ogni Stato in cui Google ha una propria succursale dedita alla vendita di pubblicità.

La soluzione a tutte le problematiche rappresentate, dovrebbe essere trovata in un applicazione omogenea del Diritto all’Oblio ma, sebbene la materia del Diritto all’Oblio sia in continuo fermento, un cambiamento così epocale, se mai avverrà, sarà frutto di negoziati lunghi, complicati e dall’esito incerto.

Christian Ricciardi

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